Tipi di droni e marcature di classe: guida alla normativa europea per gli UAS

Tipi di droni e marcature di classe: guida alla normativa europea per gli UAS

Nel precedente articolo abbiamo visto che cosa sono i droni e qual è la tecnologia che sta dietro agli UAS, ma per chi vuole acquistare o utilizzare un UAS in Europa è fondamentale conoscere anche le marcature di classe previste dal quadro normativo europeo, e capire in che modo queste si collegano alle sottocategorie operative Open A1, A2 e A3.

Quando scegliamo un drone siamo naturalmente portati a guardare la qualità del sensore, la risoluzione video, il bitrate, il sistema di trasmissione, l’autonomia e la presenza dei sensori anticollisione. Sono tutti aspetti importanti, ma se il drone deve essere utilizzato in Europa, soprattutto per un’attività professionale, c’è un’altra domanda che dovrebbe essere fatta prima dell’acquisto: qual è la marcatura di classe dell’UAS e quali operazioni posso effettuare con questo drone?

In questa guida analizziamo le principali tipologie di drone, il significato delle marcature di classe, quindi le differenze tra le classi prendendo anche in esame alcuni modelli reali progettati dai migliori produttori di droni.

Tipi di drone e classificazione

Quando si parla di “tipi di droni” si può fare riferimento a caratteristiche molto diverse tra loro, un drone infatti può essere classificato in base alla sua configurazione aerodinamica, alle dimensioni, alla massa, alla destinazione d’uso oppure, nel contesto della normativa europea, alla marcatura di classe.

La distinzione più immediata è quella tra multicotteri e aeromobili ad ala fissa.
I multicotteri sono i droni che incontriamo più frequentemente. Utilizzano più motori ed eliche per generare la portanza e possono effettuare il decollo e l’atterraggio verticale, mantenere la posizione in volo stazionario e muoversi in diverse direzioni. I quadricotteri, dotati di quattro motori, sono la configurazione più diffusa nel settore consumer e professionale.
I droni ad ala fissa hanno invece una struttura simile a quella di un piccolo aeroplano e sfruttano la portanza aerodinamica delle ali per volare. Sono particolarmente adatti a operazioni che richiedono di coprire grandi superfici, come alcune attività di rilievo e mappatura.

Questa è però una classificazione tecnica legata alla configurazione del velivolo, parliamo adesso delle marcature di classe previste dalla normativa europea introdotte dall’EASA, European Union Aviation Safety Agency, che identificano specifici requisiti tecnici dell’UAS. È quindi importante non confondere i due concetti.

Che cosa sono le marcature di classe?

Che tipo di drone posso far volare?

Le marcature di classe sono state introdotte dal Regolamento Delegato (UE) 2019/945 e identificano la classe alla quale appartiene un determinato UAS in funzione dei requisiti tecnici che deve rispettare.

I simboli C0, C1, C2, C3 o C4 che possiamo trovare sul drone sono quindi una marcatura di identificazione di classe, e non indicano semplicemente il peso del drone. La massa massima al decollo, indicata nella normativa con l’acronimo MTOM (Maximum Take-Off Mass), è certamente uno degli elementi distintivi delle varie classi, ma non è l’unico. Ogni classe è infatti associata a specifici requisiti tecnici e operativi previsti dal Regolamento. EASA spiega che le diverse classi di UAS sono definite sulla base di caratteristiche come dimensioni e MTOM e che ogni classe deve rispettare un insieme specifico di requisiti tecnici.

Prima di proseguire è inoltre utile fare una distinzione tra marcatura di classe e marcatura CE, quest’ultima riguarda la conformità del prodotto alla normativa europea applicabile, la marcatura di classe, invece, è il simbolo che identifica la classe dell’UAS.

Dettaglio delle marcature di classe

Per avere subito un quadro generale, possiamo riassumere le principali caratteristiche delle marcature utilizzabili nella categoria Open in questo modo:

Marcatura di classeMTOMCategoria OpenSottocategorie OpenEsempio di UAS
C0< 250 gOpenA1, A3DJI Mini 5 Pro Potensic ATOM 3
HOVERAir X1 PRO
Antigravity A1
C1< 900 gOpenA1, A3DJI Avata 360
DJI Air 3S
C2< 4 kgOpenA2, A3DJI Mavic 3 Pro
DJI Mavic 4 Pro
C3< 25 kgOpenA3DJI Matrice 350 RTK
DJI Inspire 3
C4< 25 kgOpenA3Classe poco rappresentata nel mercato consumer

I valori riportati sono quelli di riferimento per le classi previste dal Regolamento e dalla documentazione ENAC. È importante sottolineare che la MTOM non è sufficiente, da sola, a determinare la marcatura di classe: un UAS deve rispettare tutti i requisiti previsti per quella specifica classe.

La relazione tra marcatura e sottocategoria è altrettanto importante: ENAC specifica che gli UAS con marcatura C0 o C1 possono essere utilizzati in A1, quelli C2 in A2 e A3, mentre C0, C1, C2, C3 e C4 possono essere utilizzati in A3.

Vediamo adesso cosa significa concretamente ciascuna marcatura.

Droni con marcatura di classe C0

HOVERAir X1 PROMAX

La classe C0 è quella che troviamo più frequentemente nei piccoli droni consumer. Un UAS C0 deve avere una MTOM inferiore a 250 grammi, compreso il payload, e deve rispettare gli specifici requisiti tecnici previsti per la classe. Tra questi rientrano, ad esempio, un limite alla velocità massima in volo livellato e un sistema che limiti l’altezza massima raggiungibile rispetto al punto di decollo.

Un esempio molto conosciuto è il DJI Mini 5 Pro, che nella configurazione europea può essere identificato con marcatura C0. DJI riporta infatti la classificazione C0 per l’Unione Europea. Nella stessa fascia troviamo il Potensic ATOM 3, che il produttore indica come C0 per il mercato europeo. Anche HOVERAir propone modelli C0: X1 PRO e X1 PROMAX sono classificati C0 e hanno una massa di circa 192 grammi.

Il grande vantaggio di questa categoria è rappresentato dalla combinazione tra dimensioni ridotte, trasportabilità e requisiti operativi relativamente semplici. Questo non significa, però, che un C0 possa essere utilizzato senza alcuna regola. Anche con un drone sotto i 250 grammi bisogna infatti rispettare le regole della categoria Open, le eventuali zone geografiche UAS, i limiti di altezza e gli altri obblighi applicabili all’operazione.

Droni con marcatura di classe C1

DJI Air 3S

La classe C1 comprende UAS con MTOM inferiore a 900 grammi e rappresenta una fascia particolarmente interessante per chi cerca un equilibrio tra portabilità, prestazioni e qualità delle immagini.

È proprio in questa categoria che troviamo diversi droni molto utilizzati per fotografia e videografia aerea, come per esempio il DJI Air 3S. Il passaggio da C0 a C1 comporta però una differenza importante dal punto di vista normativo: per volare con un drone C1, infatti, il pilota deve avere le competenze previste per le operazioni A1/A3 e completare la relativa formazione ed esame online.
Questo è uno dei punti sui quali è facile fare confusione: non esiste un “patentino C1”. La C1 è la marcatura dell’UAS; la formazione A1/A3 riguarda invece il pilota e le operazioni che intende effettuare. È un concetto che approfondiremo nel prossimo articolo.

Droni con marcatura di classe C2

DJI Mavic 4 Pro

Con la marcatura C2 entriamo in una fascia di UAS più pesanti e generalmente più orientati all’utilizzo professionale, infatti la classe C2 comprende UAS con MTOM inferiore a 4 kg e consente operazioni in sottocategoria A2 e A3, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.
Esempio concreto è il DJI Mavic 3 Enterprise, uno dei sistemi più conosciuti per applicazioni professionali come rilievi, fotogrammetria, mappatura e ispezioni. In categoria C2 troviamo anche il DJI Mavic 4 Pro, uno dei migliori droni per video- fotografia aerea di fascia prosumer.

In questa fascia troviamo quindi sistemi che, rispetto ai classici droni consumer, possono essere progettati per trasportare sensori e payload più specifici e per essere utilizzati nell’ambito di workflow professionali.

La C2 introduce inoltre un elemento fondamentale per il pilota: per effettuare operazioni nella sottocategoria A2 è necessario conseguire il Certificato di Competenza di Pilota Remoto A2, oltre a soddisfare i requisiti previsti per A1/A3. È quindi proprio con la C2 che diventa ancora più evidente il rapporto tra marcatura dell’UAS e competenza del pilota.

Droni con marcatura di classe C3

DJI Matrice 350 RTK

La classe C3 riguarda UAS con MTOM inferiore a 25 kg e, nell’ambito della categoria Open, è associata alla sottocategoria A3. Qui ci allontaniamo decisamente dal mondo dei piccoli droni da viaggio e iniziamo a parlare di piattaforme destinate principalmente ad applicazioni professionali e specialistiche.

Un esempio è il DJI Matrice 350 RTK, sistema professionale destinato a settori come rilievo, mappatura, ispezione e pubblica sicurezza, che DJI identifica come C3 per il mercato europeo. Il Matrice 350 RTK può inoltre utilizzare payload professionali come Zenmuse H30/H30T, H20/H20T, L1, L2 e P1, mostrando molto bene quanto possa essere distante il concetto di UAS professionale rispetto al classico drone consumer.

Dal punto di vista operativo, però, la marcatura C3 porta con sé un’importante conseguenza: nella categoria Open l’operazione avviene in A3, quindi in un contesto nel quale è necessario operare lontano dalle persone non coinvolte e dalle aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative secondo le distanze e le condizioni stabilite dalla normativa.

Droni con marcatura di classe C4

La classe C4 comprende anch’essa UAS con MTOM inferiore a 25 kg e, nella categoria Open, è associata alla sottocategoria A3. È una classe che incontriamo molto meno frequentemente quando parliamo dei droni consumer più diffusi. Il motivo è anche tecnico: la C4 include droni autocostruiti o privi di sistemi di controllo automatico o assistito.

Droni con marcatura di classe C5 e C6

Se si consulta la documentazione europea si incontrano anche le marcature C5 e C6, classi associate a specifici requisiti per gli UAS utilizzati nella categoria Specific, in particolare in relazione agli scenari standard previsti dalla normativa europea.

Per il percorso che stiamo seguendo in questa serie è sufficiente sapere che esistono, perché l’obiettivo di questo articolo è concentrarsi principalmente sulle marcature C0-C4 e sul loro rapporto con la categoria Open.

E i droni senza marcatura di classe?

C’è un’ultima questione importante, soprattutto per chi possiede già un drone oppure sta valutando l’acquisto di un modello usato: non tutti gli UAS presenti sul mercato hanno necessariamente una marcatura di classe. La normativa europea prevede infatti un regime specifico per gli UAS immessi sul mercato prima dell’1 gennaio 2024 e privi di marcatura di classe.
ENAC stabilisce che questi droni possono continuare a essere utilizzati nella categoria Open in A1 se hanno una massa inferiore a 250 grammi oppure in A3 se hanno una massa inferiore a 25 kg, nel rispetto delle condizioni applicabili.
Questo è un punto fondamentale perché permette di capire una cosa: un drone senza marcatura di classe non è automaticamente un drone “fuori norma”, deve semplicemente essere applicato il regime previsto per quella specifica tipologia di UAS e per la data in cui è stato immesso sul mercato.
Anche in questo caso, quindi, il peso da solo non basta per stabilire cosa possiamo fare.

Abbiamo visto che un UAS può appartenere a una determinata classe di marcatura, che le classi sono associate a specifici requisiti tecnici e che, nella categoria Open, la marcatura determina anche in quali sottocategorie A1, A2 e A3 può essere utilizzato. Ma quale patentino deve conseguire il pilota per poter operare con questi droni?

Qui entrano in gioco la formazione A1/A3, il Certificato di Competenza di Pilota Remoto A2, le relative modalità di conseguimento e gli obblighi previsti dalla normativa europea e applicati in Italia da ENAC. Nel prossimo articolo parleremo quindi proprio degli attestati di volo per droni, spiegando cosa sono realmente A1/A3 e A2, quando sono necessari, come si conseguono e quale formazione è richiesta al pilota.